24/8/2009



dentro che matrioska ti devo cercare?
(via locusta, chronictronic, uuiuu)

dentro che matrioska ti devo cercare?

(via locusta, chronictronic, uuiuu)

12/8/2009



anche il finestrino è stato una faccia che non capivi. vi guardavate per tutto il tragitto, ognuno al proprio posto, facendo finta ogni tanto di distogliere lo sguardo con una rapido scarto laterale dell’orbita. gli chiedevi: perché anche questa volta? ha ancora senso salire, scendere, guardare le hostess che mimano movimenti che nessuno sarà in grado di riprodurre nel momento dello schianto? l’immagine riflessa nel finestrino ti dice: si sta sotto il sole anche quando si è all’ombra.
perché questa cosa da cui hai cercato di difenderti, da cui hai cercato di scappare, per cui non vuoi più soffrire, è una specie di radar che ti segue dappertutto. non c’è modo di fregarlo: o sparire, o distruggere il radar. e qui? quanto forte dovrò strofinare per cancellare le tue impronte? quanti milioni di anni dovrò aspettare perché il sole non sia più sopra le nostre teste indifese? e ha senso avere questo tipo di speranze? a che età si inizia a sperare in negativo?
anche sul finestrino hai scritto cose, cercando di ridisegnare le nuvole, il paesaggio che sotto si apriva come un puzzle cucito male. hai pensato a come si nasca senza aver chiesto niente, quindi di nuovo a tua madre, e ci hai pensato perché hai fissato ancora una volta il finestrino e hai visto i suoi occhi che sono i tuoi occhi, lo stesso ovale beffardo, le stesse ossa sprogenti che delle caramelle han solo la forma mentre per il resto sono dure come cristalli.
(via dragonauttt)

anche il finestrino è stato una faccia che non capivi. vi guardavate per tutto il tragitto, ognuno al proprio posto, facendo finta ogni tanto di distogliere lo sguardo con una rapido scarto laterale dell’orbita. gli chiedevi: perché anche questa volta? ha ancora senso salire, scendere, guardare le hostess che mimano movimenti che nessuno sarà in grado di riprodurre nel momento dello schianto? l’immagine riflessa nel finestrino ti dice: si sta sotto il sole anche quando si è all’ombra.

perché questa cosa da cui hai cercato di difenderti, da cui hai cercato di scappare, per cui non vuoi più soffrire, è una specie di radar che ti segue dappertutto. non c’è modo di fregarlo: o sparire, o distruggere il radar. e qui? quanto forte dovrò strofinare per cancellare le tue impronte? quanti milioni di anni dovrò aspettare perché il sole non sia più sopra le nostre teste indifese? e ha senso avere questo tipo di speranze? a che età si inizia a sperare in negativo?

anche sul finestrino hai scritto cose, cercando di ridisegnare le nuvole, il paesaggio che sotto si apriva come un puzzle cucito male. hai pensato a come si nasca senza aver chiesto niente, quindi di nuovo a tua madre, e ci hai pensato perché hai fissato ancora una volta il finestrino e hai visto i suoi occhi che sono i tuoi occhi, lo stesso ovale beffardo, le stesse ossa sprogenti che delle caramelle han solo la forma mentre per il resto sono dure come cristalli.

(via dragonauttt)

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10/8/2009



locusta: … ma un bel giorno cambierà…

09/8/2009



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we (still) are a fast car

fecklesss, locusta: xiu xiu - fast car [tracy chapman’s cover]

07/8/2009



di tante cazzate scritte quella è una delle poche che mi ricordo. il fatto che vedessi la notte come una scodella capovolta posata sopra la casa, quello non posso scordarmelo. è la prima volta da quando sono andato via che provo la stessa sensazione, proprio qui dove credevo di essermi messo in salvo, alla faccia di tutti. invece sento di nuovo quel peso sopra il tetto, la curva pesante di qualcosa che magari non ti schiaccia ma senz’altro non ti protegge. prima che sia troppo tardi vorrei sapere com’è saltare senza rete sotto. com’è saòtare senza rete sotto? tu in qualche modo c’entri. ti stringo la mano mentre entriamo in acqua, ti faccio capire che le stelle bisogna guardarle da qui, che a volte sei la sabbia che trovo sulle lenzuola.
iheartmyart: Edgar Martins from the Accidental Theorist

di tante cazzate scritte quella è una delle poche che mi ricordo. il fatto che vedessi la notte come una scodella capovolta posata sopra la casa, quello non posso scordarmelo. è la prima volta da quando sono andato via che provo la stessa sensazione, proprio qui dove credevo di essermi messo in salvo, alla faccia di tutti. invece sento di nuovo quel peso sopra il tetto, la curva pesante di qualcosa che magari non ti schiaccia ma senz’altro non ti protegge. prima che sia troppo tardi vorrei sapere com’è saltare senza rete sotto. com’è saòtare senza rete sotto? tu in qualche modo c’entri. ti stringo la mano mentre entriamo in acqua, ti faccio capire che le stelle bisogna guardarle da qui, che a volte sei la sabbia che trovo sulle lenzuola.

iheartmyart: Edgar Martins from the Accidental Theorist

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1:17



img electricalgloom:

Io chiedo all’uomo  con la divisa di prendermi in braccio portarmi in riva al mare prendersi la responsabilità di un omicidio di una testa mozzata di una bocca rotta di denti caduti di cose viste senza aver chiuso gli occhi nemmeno per far riposare le ciglia di dire lontano oltre quella linea di mare ora li sta arrivando mio fratello in bicicletta. egli cavalca.
Blu MarLa.

img electricalgloom:

Io chiedo all’uomo  con la divisa di prendermi in braccio portarmi in riva al mare prendersi la responsabilità di un omicidio di una testa mozzata di una bocca rotta di denti caduti di cose viste senza aver chiuso gli occhi nemmeno per far riposare le ciglia di dire lontano oltre quella linea di mare ora li sta arrivando mio fratello in bicicletta. egli cavalca.

Blu MarLa.

02/8/2009



non m’importa dove. basta che.
(via lyndseydavis, killingbambi)

non m’importa dove. basta che.

(via lyndseydavis, killingbambi)

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29/7/2009



bebelestrange:
L’amore, le spalle, il giappone, mia madre, le calle.

bebelestrange:

L’amore, le spalle, il giappone, mia madre, le calle.

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22/7/2009



(dimmelo tu)
iheartmyart: Yoshitomo Nara, Fire, acrylic on wood panel

(dimmelo tu)

iheartmyart: Yoshitomo Nara, Fire, acrylic on wood panel

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20/7/2009



Poi scoppiò in lacrime. Continuò a piangere per un po’, e infine disse: “Non ce l’ho fatta a morire”.
(Inoue Yasushi)
(bebelestrange: Simone Decker)

Poi scoppiò in lacrime. Continuò a piangere per un po’, e infine disse: “Non ce l’ho fatta a morire”.

(Inoue Yasushi)

(bebelestrange: Simone Decker)

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9:19



(seedingtheclouds;thethinkingtank:via sofiacoppola)

Lentamente. soltanto.
uno-

(seedingtheclouds;thethinkingtank:via sofiacoppola)

Lentamente. soltanto.

uno-

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14/7/2009



issangue. ma anche lo zucchero filato e le caramelle gommose. appiccicano uguale.
iheartmyart 

issangue. ma anche lo zucchero filato e le caramelle gommose. appiccicano uguale.

iheartmyart 

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08/7/2009



a volte non sai neanche cosa stai facendo. il sole sale, scende. io cerco di far uscire qualche domanda dalla finestra.
iamallface: Still from Bela Tarr’s ‘The Man From London’

a volte non sai neanche cosa stai facendo. il sole sale, scende. io cerco di far uscire qualche domanda dalla finestra.

iamallface: Still from Bela Tarr’s ‘The Man From London’

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07/7/2009



Io le cose che dico quand’è che uno muore sbaglio a cadere.

Lascia ch’io cada.

Io le cose che dico quand’è che uno muore sbaglio a cadere.

Lascia ch’io cada.

06/7/2009



lascia ch’io…
bestiario: @台北育樂中心 (via 蘇小寶)

lascia ch’io…

bestiario: @台北育樂中心 (via 蘇小寶)

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